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Malvito
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mwhaMalvito (mwhqMarivitu in mwhgcalabresecite-ref-4[4]) è un mwiwcomune italiano di mwja1 569 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia di Cosenza in mwkgCalabria.
Il suo nome deriva da mwlamalvetum, dal termine latino malva (mwlqmalva) con l'aggiunta del suffisso collettivo -etum. È un centro agricolo dell'Alta Valle dell'mwlgEsaro, situato sul versante interno della mwlwcatena Paolana, su un poggio alla destra del fiume in prossimità del confluente torrente Crispo. In questi ultimi decenni, la tradizionale vocazione cerealagricola ed ortiva è stata soppiantata dalla viticultura ed olivicoltura, anche in conseguenza del forzato abbandono della castanicoltura. Fa parte del raggruppamento comprensoriale denominato "Valle dell'Esaro", dopo aver fondato, stato capofila e sede politico-amministrativa dell'ex mwmaComunità montana "Unione delle Valli", nell'ambito della Regione Agraria n. 12 - Medio mwmqCrati Occidentale.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Orografia
Il territorio comunale di Malvito è inserito in un'area di grande importanza orografica, tra la mwpaCatena Costiera, la mwpqSila ed il mwpgPollino.
La cima più alta del territorio comunale è mwqaCozzo Capo Bianco (993 mwqqm mwqgs.l.m.), ai piedi della quale si apre il mwqwPasso della Contessa (921 mwrqm mwrgs.l.m.), storica via di penetrazione tra la Valle dell'Esaro e la costa del mwsaMar Tirreno, attraverso cui, risalendo dal mare, le armate Saracene, più volte, cercarono di espugnare la cittadella fortificata. Il centro storico raggiunge l'altitudine massima di 452 mwsqm mwsgs.l.m., e dalla sommità del maschio del Castello sono visibili i vicini paesi di mwtaSanta Caterina Albanese e mwtqSan Marco Argentano, comunque l'ameno centro storico di Malvito, domina la vallata del fiume mwtgEsaro, che scorre in direzione N-NE verso il mwtwMar Ionio, da dove giungevano esploratori e soldati Achei o mercanti greci. Proprio il corso del fiume Esaro separa l'altura del centro storico dalla mwuaSerra di Gameli (622 mwuqm mwugs.l.m.), gruppo di alture preappenniniche che hanno, nell'insieme, la caratteristica forma di gobbe di cammelli.
Idrografia
Il principale corso d'acqua che scorre nel territorio comunale è il fiume mwvqEsaro, che viene originato una ventina di chilometri più a ovest nel territorio comunale di mwvgSant'Agata di Esaro. Secondo alcuni storici, potrebbe trattarsi dell'antico fiume Kalabros, da cui successivamente derivarono il nome Calabria, in seguito adottato per nomare l'intiera regione, già chiamata Italia.
Inoltre, nel territorio comunale scorrono altri corsi d'acqua, prevalentemente, a carattere torrentizio e tutti affluenti del Fiume Esaro, assicurando per secoli l'irrigazione necessaria dei campi coltivati a mais da foraggio per animali ed anche per l'alimentazione umana: questi corsi d'acqua, una volta ricchi di fauna ittica, sono i Torrenti Fontanelle, Crispo, Ritorto, Lessieni ed infine il Fiume Rosa.
Storia
Nonostante i reperti archeologici più antichi rinvenuti nel territorio di Malvito siano quelli appartenenti ad un complesso monumentale romano del mwxgI secolo rinvenuto in località Pauciuri, alcuni studiosi hanno voluto individuare a Malvito il sito della città mwxwmagnogreca di mwyaTemesa,cite-ref-nota1-5-0[5] ad oggi convenzionalmente identificata più a sud, in prossimità del mwzqfiume Savuto tra mwzgAmantea e mwzwNocera Terinese.
A Malvito fin dal 982 vive una comunità monastica di mwaqrito greco dedita alla trascrizione dei testi:cite-ref-nota1-5-1[5] alcuni di questi esemplari unici sono ora conservati presso la mwbgBiblioteca Vaticana a mwbwRoma.cite-ref-nota1-5-2[5]
Il periodo di massimo splendore di Malvito fu quello della mwdqdominazione longobarda:cite-ref-nota1-5-3[5] istituito sede di mweggastaldato e di diocesi, in questo periodo si iniziò la costruzione del castello, completata successivamente in epoca normanna.cite-ref-nota1-5-4[5]
Sotto la dominazione dei mwgaNormanni il feudo fu istituito in mwgqcontea (il primo conte attestato è Roberto di Scalea nel mwgg1083),cite-ref-nota1-5-5[5] ma perse gran parte della propria importanza strategica ed anche la sede vescovile alla fine del mwhwXII secolo, in favore della troppo vicina mwiaSan Marco Argentano.cite-ref-nota1-5-6[5].
Questa fortezza longobardo-normanna costruita attorno al IX al XII secolo è ancora adesso pressoché intatta.
Nel 1527, mwjwPietrantonio Sanseverino, IV principe di mwkaBisignano, smembrò i casali (quello che oggi consideriamo una frazione) di mwkqFagnano e Joggi dalla baronia di Malvito e li vendette a Nicola Antonio Falangolacite-ref-ref-c-6-0[6]. Nel 1605 i Falangola acquistarono anche il feudo di Malvitocite-ref-ref-c-6-1[6]. Nel 1622 Elena Falangola (1590 - 1657), baronessa di Fagnano, Malvito e Pietrapiccola, terre ereditate dallo zio Giovanni Battistacite-ref-ref-c-6-2[6], vendette i suoi feudi per 80.000 ducati a Cesare Firrao, principe di mwngSant'Agatacite-ref-ref-c-6-3[6].
Un barone confinante, Flaminio Monaco, mwpagiureconsulto di fama, possedette il feudo di Santa Caterina Pizzileo (oggi mwpqSanta Caterina Albanese), nel 1629 lo vendette a Diana Cavalcanti vedova Firrao con l'impegno di acquistare con il ricavato la terra di Malvito, transazione che si perfezionò lo stesso anno col pagamento di 43.000 ducati a Cesare Firraocite-ref-ref-d-7-0[7]. Il primogenito erede di Flaminio, Diego Monaco, nel 1634 vendette Malvito a Giovanni Tommaso de Paola per 40.000 ducaticite-ref-ref-d-7-1[7].
Il 25 febbraio 1650, Bernardino Telesio, discendente dell'mwrwomonimo filosofo, acquistò per 38.000 ducati la baronia di Malvito da Laudomia de Paola, baronessa di mwsaBuonvicino e Malvitocite-ref-ref-a-8-0[8]. I suoi figli vendettero il feudo a Giovanni de Cardenas, mwtqU.J.D., per 27.000 ducati con Regio Assenso del 18 aprile 1667cite-ref-ref-a-8-1[8]. Fu il 1º duca di Malvito con privilegio dato da re mwugCarlo II da mwuwMadrid il 17 agosto 1671cite-ref-ref-b-9-0[9]. Gli succedette il figlio Geronimo il 18 febbraio 1677cite-ref-ref-b-9-1[9]. Nel 1689 Paolo Sambiase, patrizio di mwxaCosenza, acquistò il feudo di Malvito messo all'asta dal mwxqSacro Regio Consiglio contro il patrimonio del duca di Malvito extinto titulo (ossia il titolo di duca era estinto con i de Cardenas), successivamente, il 28 dicembre 1695, il re Carlo II gli concesse il titolo di duca sullo stesso feudocite-ref-ref-b-9-2[9]. La famiglia Sambiase detenne il feudo di Malvito sino all'mwygeversione della feudalità nel 1808cite-ref-ref-c-6-4[6].
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 19 aprile 1968.
«D'azzurro, a cinque fiori di malva stelati al naturale, posti
a ventaglio
, nodriti sulla cima di un monte d'oro, movente dalla punta. Ornamenti esteriori da Comune.»
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
L'abitato conserva notevoli resti di antiche opere fortilizie come il Castello mw2qMedievale e la Torre mw2gNormanna di forma cilindrica, ampliata e modificata da mw2wRoberto d'Altavilla detto "Il Guiscardo". Sempre del periodo medievale sono i resti delle mura di cinta dell'abitato. Molto interessante è il seicentesco oratorio della chiesa parrocchiale dedicata a mw3aSan Michele Arcangelo. Fu in passato, per lungo tempo, sede Vescovile.
La Valle Dei Mulini
Lo sfruttamento delle aree agricole e la possibilità di utilizzare l'energia idrica per la presenza di una innumerevole rete di torrenti e corsi d'acqua, hanno fatto sorgere, all'esterno dei centri abitati, particolari edifici come il mulino idraulico (mw3wmulino ad acqua). Tali mulini, presenti in quasi tutto il territorio della mw4aComunità Montana, testimoniano un sistema di produzione consolidato e di lontana origine, risalente sicuramente allo stabilizzarsi degli insediamenti in età medievale. Nella valle retrostante l'abitato di Malvito e lungo il corso dei torrenti Crispo, mw4qEsaro e Fontanelle, c'è una consistente e significativa presenza di tali edifici e manufatti, alcuni di essi sono in buono stato di conservazione, altri invece sono rappresentati da ruderi incastonati in uno scenario naturale di incomparabile bellezza.
Palazzo Ariani
Palazzo Ariani è sede del Municipio di Malvito dal 1937. Il nome si deve ai conti palatini Ariani che lo abitarono a partire dal 1847 provenienti da Napoli. La famiglia vantava la diretta discendenza da Marco Antonio Ariani nato a Napoli il 1624 Saggiatore e poi Maestro di Conio e di Zecca a Napoli. Morì il 27 febbraio del 1706 e venne sepolto nella chiesa di San Giacomo Maggiore per volontà del Viceré sotto il regno di Filippo V. Uno dei suoi figli Agostino, professore di fisica e matematica nell'Università di Napoli, intrattenne una stretta amicizia col filosofo Giambattista Vico. E lo stesso Agostino si dilettò a scrivere saggi anche di letteratura e filosofia il più noto dei quali su Gregorio Caloprese. Il nipote dell'Ariani matematico e filosofo di nome anch'egli Agostino sposò nell'Ottocento la figlia del potente notaio e sindaco di Malvito, Paolo Argento. Così Palazzo Argento divenne Palazzo Ariani.
Società
Evoluzione demografica
Amministrazione
Sindaci di Malvito
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Vittorio Miceli | Lista civica | Sindaco | |
| 1999 | 2009 | Fulvio Callisto | Lista civica | Sindaco | |
| 2009 | 2014 | Giovanni Cristofalo | Lista civica | Sindaco | |
| 2014 | 2019 | Pietro Amatuzzo | Lista civica "Scegliamo Malvito" | Sindaco | Con D.P.R. del 22 gennaio 2019, pubblicato sulla G.U. n.32 del 07-02-2019, il consiglio comunale è stato sciolto per le dimissioni rassegnate dalla maggioranza dei consiglieri ed il comune è stato commissariato. |
| 2019 | 2024 | Pietro Amatuzzo | Lista civica "Bene Comune" | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Francesca Rosa D'Ambra | Lista civica "Malvito Futura" | Sindaco | |
Gemellaggi
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw-gmw-wmw-aBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw-qdemo.istat.it, mw-gISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaqimwaqmmwaqqClassificazione sismica (mwaqumwaqyXLS), su mwaqcrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwaqsmwaqwmwaq0Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaq4mwaq8PDF), in mwaraciterefmwareLeggemwari mwarm26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwarqAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaru 151. mwaryURL consultato il 25 aprile 2012 mwarc(archiviato dall'mwargurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-nota1-55. ↑ mwatqmwatuhttp://www.aceacalabria.it/comuni/Malvito/storia-Malvito.htm ACEA Calabria - Comune di Malvito - Storia URL consultato il 15-07-2009
cite-note-ref-c-66. ↑ Nobili napoletani: mwaug
cite-note-ref-d-77. ↑ Nobili napoletani: mwau4
cite-note-ref-a-88. ↑ Nobili napoletani: mwavq
cite-note-ref-b-99. ↑ Nobili napoletani: mwavw
cite-note-1010. ↑ Dati tratti da: mwawamwawemwawimwawmmwawqPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwawumwawyPDF), su mwawcebiblio.istat.it, mwawgISTAT. mwawkmwawomwawsmwawwPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaw0esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Malvito
Collegamenti esterni
• mwaxmRicordi e nuvole, su malvito.altervista.org. URL consultato il 14 aprile 2016.
• mwaxuMalvito su Google Maps, su maps.google.it.
• mwaxcMalvito Festival, su malvitofestival.blogspot.com.